Via dai Live

Le serate estive non portano solo zanzare. Ci sono le nottate passate su un prato in riva al lago. La possibilità  di bivaccare all’aperto in montagna. I fuochi d’artificio sul mare. E un sacco di feste in cui si suona dal vivo.

Conosco, o ormai dovrei dire ho tra i contatti di fb, un sacco di gente che si dice appassionata di musica e/o che suona. Sulla carta espertissimi che postano il pezzo semisconosciuto degli ELP, decantano i virtuosismi di Page e l’assoluta banalità della musica contemporanea. Curiosa affermazione per  uno che a un concerto non l’ho mai visto.  I Bud Spencer Blues Explosion con buona probabilità sono la band che attualmente fa le migliori esibizioni live in Italia (e anche con l’estero se la gioca mica male). Ai due concerti (gratuiti!) che hanno tenuto nella bergamasca non ho visto praticamente nessuno di questa intellighenzia musicale. Ad Ambria sotto il palco ci saranno state 40 persone a dir tanto. Un insulto!  In compenso i tributi, che tranne rare eccezioni sono l’equivalente di una minestra riscaldata, sono pieni.  In fondo perché andare a vedere qualcuno che ci mette del suo e propone qualcosa di nuovo quando c’è chi mi rifila la canzone che già conosco senza cambiare neanche il giro dell’assolo?

Tra gli universitari dire: “Dente? È un grande!” è obbligatorio per qualsiasi ragazza/o che voglia sembrare intellettuale. Ascoltarlo, per come io intendo ascoltare: ovvero prendersi un fottuto album e farlo girare un po’ di volte fino a quando non lo si ha interiorizzato, è già un optional. Andare a vederlo quando suona gratis dietro casa? Sia mai! Se poi pochi, e soprattutto poche, capiscono davvero la filosofia che esce dai sui testi (sdolcinato? fai girare un po’ “ Le cose che contano”, tranquillo si trova gratis, e poi mi dirai) ancora meno si accorgono di che bellissimi concerti faccia. Accompagnato da musicisti eccezionali si vede come il suo spirito sia ancora quello di chitarrista. E il risultato è qualcosa di completamente diverso da un concerto di cantautorato classico. “Stella” dal vivo vale sicuramente i 2€ di gasolio che hai speso per il viaggio. E no, per quanto i video su youtube di Bettua siano ben fatti non sostituiscono l’ascolto dal vivo.

Il problema è solo bergamasco in quanto città di provincia? Non penso. A vedere Oratio,  che non sarà  Brunori, ma non è neppure l’ultimo dei pirla, in un posto chiamato Magnolia, che non è proprio l’equivalente del bar dietro casa, ci saranno state 25 persone (arrotondando per eccesso, e contando i fonici). Che la Milano intellettuale e culturalmente viva fosse una bufala l’avevo già pensato. Ora ne ho l’ennesima conferma.

D’altronde non vale neanche la scusa che mancano le informazioni. Se le trovo io che sono fuori dal settore… Ormai con 15 minuti di internet si scoprono le potenziali date e con una ricerca veloce su youtube si può già intuire se un gruppo possa interessare o meno. Siamo nel XXI secolo, l’ignoranza è solo di tua responsabilità! Nemmeno quando le occasioni cadono dal cielo vengono raccolte. Ieri lo spalto di San Giacomo era pieno di ragazzi che pensavano di salvare l’Africa baciandosi davanti a una macchina fotografica. Casualmente nella stessa serata suonavano gli “Acid Frogs”. Gruppone, scoperto per me al momento (i vantaggi di rischiare andando non solo a concerti di gente conosciuta), di grande tecnica e grande spettacolo.  Un genere che difficilmente si sente in giro e che non può non colpire. Fermarsi a sentirli? Ma non diciamo fesserie! L’Italia è famosa per avere quasi più gente che scrive che gente che legge. Penso che con la musica le cose non siano molto diverse.

 

Il rock è morto? Non suonano più niente di decente al mondo d’oggi? No caro, niente scuse, le cose stupende ci sono.  Il problema sei tu! Esci di casa e vai ad ascoltarle.

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Una risposta a "Via dai Live"

  1. bell’articolo, di stomaco! rende perfettamente l’idea, senza false cornici barocche o arrangiamenti “comodi”!
    sosteniamo la musica e sosteniamola veramente!

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