Un cocktail di birra e parole, per favore

La luce artificiale si riflette nel lucido legno scuro del bancone del bar. I bicchieri impilati brillano nell’angolo. La schiuma scende lenta dai boccali sotto la spina. Il barista li porge distrattamente a due ragazze troppo vecchie e larghe per i vestiti che indossano. Il locale è discretamente pieno e il brusio e le luci calde rilassano quasi quanto il folk in sottofondo.

tin: due calici si toccano a mezz’aria <<A ‘sto meteo. Che possa non tornare più>>
Marco è di fronte a me. La sua birra è un po’ più scura della mia. La barba decisamente più chiara.

beer_still-life1

<<Sai, le variazioni nella mia vita sentimentale avvengono sempre in questi lunghi periodi di riposo forzato>> Parlo in sovrappensiero, guardando la cameriera che s’allontana tra i tavoli.

<<Perché non puoi arrampicare? Dovresti smettere del tutto, ti fa male>>

<<Parla quello che passa le domeniche col mal di testa da dopo sbronza! Dovresti provare anche tu, piuttosto>>  Marco fa una smorfia e mima il gesto dell’impiccato. La giacca in pelle ostenta la sua passione per la musica. Per chi nutrisse ancora qualche dubbio, dalla sua la maglietta spunta Keith Richards.

<<Almeno limita un po’ le quantità. Ai gestori costi più in free drink che in ingaggi>> aggiungo.

<<Hai mai visto un musicista astemio?>>

<<L’acool rende empatici. Due medie e potrei trovare simpatico perfino quel filosofo>>

<<È un filosofo? Come fai a dirlo?>>

<<Dai, è lì che legge Kant da solo in birreria!>>

<<E poi cosa c’hai contro i filosofi?>>

<<Niente, se rimanessero nel loro. Invece eccoli buttarsi al di sopra delle altre discipline con la loro filosofia della scienza, filosofia della storia e compagnia varia. Mi sta sulle palle chi dice agli altri come lavorare senza averlo mai fatto>>

 

Il tizio seduto al tavolo dietro al nostro mi urta alzandosi. Passa di fianco al ragazzo che legge e, senza nemmeno guardarlo, esce. Dalla finestra s’intravede la pioggia scendere nel cono di luce dei lampioni.

<<Uff, pioggia di merda>> sbotto.

<<Già, ma almeno non coltivi riso nel pavese. Hai sentito dei danni che ha fatto?>>

<<Va beh, ma i contadini si lamentano da quando sono nati. Fa parte del loro lavoro>>

<<Come per gli storici lamentarsi dei filosofi?>>

<<Touchè. Comunque smetterò di farlo quando la filosofia risolverà il mio dubbio: è meglio avere una Seat Ibiza o una Lotus Elise?>>

<<Sei scemo? Cosa t’hanno messo nella birra?>> dice annusando il bicchiere con una finta aria preoccupata.

<<Perché tu sceglieresti senza dubbio l’inglesina, vero?>>

<<Mi sembra ovvio. Come chiunque sano di mente in questo locale. Tranne forse quella ragazza laggiù in fondo. La vedi? È lì che messaggia dal suo telefono con la cover di Hello Kitty. Ecco, lei sceglierebbe una qualsiasi auto, basta che sia rosa confetto>>

 

Mi giro a guardare la bionda platinata e scoppio a ridere. Per fortuna lei è troppo impegnata a postare su fb di come si stia divertendo per notarci. In verità nota poco anche l’omaccione calvo che le ha offerto da bere. Il quale, sconsolato, guarda l’orologio ed inizia a pensare d’aver investito male i suoi soldi per la serata. Capita.

<<Tu non valuti fino in fondo la cosa>> rispondo <<Ti limiti ad agire di pancia: metti giù la birra e usa il luppolo della ragione! È vero, con una Elise hai una bellissima auto. Inizia ad essere uno di quei sogni che i normali padri di famiglia non possono più osare di sperare. Ma ci andresti a sciare?>>

<<Come scusa?>>

<<Vedi? Rinunci a una Ibiza comoda, gradevole esteticamente, che consuma poco e ti asseconda in tutte le tue passioni. Devi andare a prendere una ragazza? Beh, non sfiguri. Vuoi andare a sciare? Con le gomme invernali l’ho maltrattata abbastanza e non m’ha mai dato problemi, anche nel fuoristrada>>

<<Certo, anche se al momento del tagliando non hai raccontato di come hai rovinato il feltro sulla coppa dell’olio>>

<<Beh, non c’era motivo di dire che m’ero infossato nell’unico punto con più di 20cm di neve di tutta la val Vaira…>>

Appoggia i gomiti sul tavolo e si sporge verso di me <<Comunque quello che filosofeggia sei tu! Non mi vorrai far credere di non subire il fascino di una Lotus!>>

<<Certo che la bramo! E qui sta il problema. A bordo di una Ibiza non hai problemi, ma guarderai ogni altra auto sportiva che passa. Su una Elise invece sei appagato. Nessun altro veicolo ha abbastanza fascino per farti desiderare qualcosa che tu non abbia già>>

<<Neanche una Ferrari Enzo?>>

<<Ok, quella sì. Ma è una cosa irraggiungibile. I desideri si scatenano per cose tangibili>>

 

Marco sta zitto per un po’, giocherellando con l’accendino. Non ne fanno mai senza disegni che non siano imbarazzanti.

<<Mi accompagni a fumare?>>

<<No, piove. E, se a me fa male arrampicare, a te nuoce fumare. Le Camel poi…>>

Esce. Io resto a bere e guardare le foto sul muro. Una ragazza in minigonna che legge “Le Figarò” mi strizza l’occhiolino dagli anni ’60.

 

<<Ah, le foto in bianco e nero! Bei tempi, eh?>> Marco è tornato e si sta sedendo. Una zaffata di fumo mi raggiunge mentre poso il bicchiere

<<Lo sono tutti, se hai fortuna>>

<<Dimenticavo, mai parlare di storia con uno storico! Parliamo di auto quindi. Stavi raccontando di come la Lotus sia una brutta macchina>>

<<Al contrario. È stupenda! E ti arricchisce! Pensaci: se ne possiedi una inizi a fare cose che altrimenti non faresti mai. Come passare la domenica a girare su una bella strada che costeggia il lago>>

<<Ma tu la domenica sei troppo impegnato a perdere l’eterna sfida con la gravità>>

<<Appunto>> Ho finito la birra e inizio a torturare il sottobicchiere in cartone.

<<Ma quanto dureresti con una Lotus? Conoscendoti ti stuferesti di lei ancor prima di centrare un muro. Tu e la tua mania delle montagne…>> incalza lui.

<<Non so, probabilmente hai ragione>>

<<Senza contare che se continui a studiare storia altro che cambiare auto… Fai già fatica a pagarti autostrada e gasolio per il monte Bianco!>>

<<Sì, perché tu come musicista pensi di diventare ricco?>>

<<No, è per quello che m’alleno ad andare in bici!>>

 

Una risata conclude la sua frase. Si porta il bicchiere alla bocca e beve a grandi sorsi. Sopra il vetro vedo i suoi occhi assumere uno sguardo interrogativo

<<Ma stavamo parlando di auto?>>

<<Prosit>>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...