Festoni d’avorio

<<Toh. È da un po` che non ci si vede>>
Alzo lo sguardo dai miei pensieri. Il suo panciotto blu si trova a pochi centimetri dal mio naso.

elefante rosa

<<Ah, ciao. Al solito non ti ho visto entrare>> mentre parlo si siede di fronte a me. La faccia esprime allegria, i suoi occhi luccicano nascondendo qualcosa di più profondo.
<<Io sono sempre qui, sei tu a non passare>> dice appoggiando il cilindro sulla sedia in parte a sé.
<<Il tempo è stato caldo e bello, era un peccato sprecarlo in un pub>>
<<Ah, basta bere qualcosa di fresco!>> risponde agitando il bicchiere.
<<Ma se hai un whiskey in mano?!>>
<<Sì, ma con ghiaccio>> E mentre dice questo allunga la proboscide per recuperare il posacenere dall’angolo del tavolo.<<Mi dai una mano con questo?>> chiede allungandomi uno Zippo.
<<Mi chiedo come tu faccia a fumare quando non ci sono io>> rispondo mentre accendo la fiamma.
<<Generalmente trovo sempre qualcuno con cui passare la serata. Per fortuna gli astemi sono ancora pochi>>
<<Parli come un produttore di birra>>
<<Beh, sono quasi nel business: il mio ritratto compare sull’etichetta di una marca belga>>
<<Ma tanto tutti ti associano all’LSD>>
<<L’ignoranza fa venire la cirrosi>>
<<E l’etanolo no?>>
<<Anche. Ma tanto tu cosa ti preoccupi, non ti danno 25 anni di vita?>> sbotta lui.
<<Eddaje con ‘sta storia. Mica tutti gli alpinisti finiscono sottoterra con la barba ancora nera>>
<<Beh, è un mito che cavalcate tanto voi stessi>>
<<Non posso negare lo sfruttamento del mito hemingwaiano del rischio della vita per rimorchiare, ma m’ha anche stufato l’essere associato ad ogni singolo morto in montagna>>
<<E a cosa ti piacerebbe essere associato?>>
<<Non so. A 18 anni ti avrei saputo rispondere, ora no>>
<<In genere succede il contrario, lo sai?>>
<<Dici che invecchio male?>> chiedo lisciandomi i baffi in un finto atteggiamento pensoso.
<<Ti assaggerò per sentire se sei come il vino o l’aceto>> dice buttando giù un ampio sorso dal suo calice <<Immagino che con la figura dello storico o del giornalista non avrei più successo>>
<<Presentarmi come topo di biblioteca o tizio che striscia per pareti di roccia e ghiaccio? Non ho gran belle scelte…>>
<<E tutta la carica culturale dell’attività in montagna? Tutti i libri dedicati alla lotta con l’alpe?>>
<<Ci sono pagine migliori sull’alcoolismo>>
<<Questo dovrei essere io a dirlo però>> afferma facendomi l’occhiolino <<E quindi, visto che non sai abbracciare una sola attività, non trovi nemmeno una sola persona a cui farlo?>>
<<Un altro mito esagerato! E poi mi sento in dovere di scaricare buona parte della colpa sulle circostanze>>
<<Non mi riferivo a Biscottino>>
<<Neanch’io. In quel caso la colpa è solo sua>>
<<Sei troppo esigente. Chiedi troppo a chi ti sta vicino>>
<<Potrebbe bastare anche quello, che mi stessero vicino, no?>> rispondendo guardo fuori dalla finestra, a cercare uno sbocco da una conversazione che inizio a sentire troppo stretta. Il vetro è illuminato a tratti dalle decorazioni natalizie sulle pareti.
<<Balle. Alle povere ragazze a cui viene spontaneo farlo inevitabilmente finisci per chiedere l’opposto>>
<<Meglio quello che i lunghi fidanzamenti lobotomizzanti fin dai sedici anni>>
<<Però non sei più così giovane. Perché non ti trovi una brava ragazza che arrampica, cucina qualche dolce e senza paranoie a letto?>>
<<Odierebbe la musica o avrebbe le tette piccole>>
<<Le tette non sono importanti>> sbuffa lui in una nuvola di fumo
<<Questo è un parlare da elefante>>
<<Invece tu parli come uno che rifugge le scelte. Appena una storia diventa abbastanza lunga per iniziare ad essere seria tu guardi altrove e scappi. E neanche troppo bene>>
<<Deciditi pachiderma, o sono cattivo o non lo sono>> rispondo seccato.
<<Devi seguire i tuoi sogni!>>
<<E se di notte sogno spesso di cadere da alti edifici?>>
<<Stronzo, hai capito cosa intendo>>
<<Sì. Cosa me ne faccio di una donna con i miei stessi interessi se non la penso quando sono lontano da lei chilometri, sbronzo e con una stellata stupenda sopra la testa?>>
<<Pff, sei troppo egocentrico per pensare a un’altra persona>>
<<Invece adesso che sono brillo ho in mente una figura all’ombra della luna. Ha le mani intrecciate dietro la schiena ed è allungata a leggere i titoli dei miei film sulla libreria. È bellissima. Il vestitino scuro contrasta col pallore della pelle. Mi bacia, scappa, torna e s’addormenta abbracciata a me>>
Restiamo in silenzio a fissarci. L’impasse è rotto quando dal tavolo nell’angolo del locale esplodono in una fragorosa risata.
<<Ok, forse hai bevuto troppo>>
<<Se continui a riempirmi il bicchiere farò fatica a smettere, no?>>
<<Così ti rodi anche tu un po’ il fegato, non solo chi ti conosce>> mentre parla schiaccia la sigaretta nel portacenere <<Sarà di sicuro una ragazza che non puoi avere. Figuriamoci se rischi la tua libertà>>
<<E che palle! E poi che ne sai di rapporti umani? Tu sei una dipendenza, non una relazione>>
<<Parliamo di altro allora, cinicone. Perché arrampichi se smonti l’alpinismo?>>
<<Perché non dovrei? Tutte le attività in fondo sono inutili. Le montagne sono lì e mi piace salirle>>
<<Guarda che non te puoi sempre cavare con citazioni storiche>> mi risponde in tono sarcastico
<<Dimentico sempre quanto tu sia vecchio. Beh, arrampicare per me ha senso anche solo perché mi fa godere di più altre cose. Metti un giro alle terme: se durante il giorno facessi solo quello dopo 15 minuti mi sarei già stufato. Ma dopo tre giorni a scalare cascate di ghiaccio, prendersi spaventi e freddo, il buttarsi in una piscina calda e con l`idromassaggio è stupendo>>
<<Un po’ poco>> fa lui con scetticismo. La proboscide disegna un piccolo arco in aria, invitandomi a continuare.
<<Le cime e le valli sono come puntine sulla cartina che fermano i ricordi. Una montagna mi riporta in mente una persona e una sensazione. Un po’ come risentire della musica dopo molto tempo e riassaporare i tuoi stati d’animo del passato>> riprovo io, cercando di sviare la conversazione.
<<Questa è una conseguenza, non una motivazione>>
Il suo sguardo resta fisso su di me. Approfitto dell’ultimo sorso dal bicchiere per restare un attimo in silenzio. Poi riprendo
<<Il fatto è che non lo so. Arrampicando mi sento meno angosciato dalla morte direbbe Allen. Mi impegno stupidamente in un’attività totalizzante, e io ho bisogno d’attività totalizzanti. Ma è l’alpinismo come potrebbe essere altro. Fossi nato in Liguria sarebbero le immersioni probabilmente. Odio le stupide santificazioni che vanno ad appiattire tutto>> concludo.
<<E la monotonia e la stabilità>> riprende lui, dopo una breve pausa
<<Ma no. Cos’è poi questo disprezzo per il lavoro e la stabilità? “Piuttosto che lavorare in banca mi ammazzo” Che cazzata…>>
<<Da quanto parli così?>> dice con gli occhi spalancati dallo stupore.
<<Da quando guardo Nanni Moretti>>
<<E da quando guardi Moretti??>>
<<Da quando fumo le Camel>>
<<Ma tu non fumi. E soprattutto non fumeresti le Camel>>
<<Infatti>>
<<Viva la semplicità!>>
<<Quello che non c’è non si può rompere>>
<<Spera che non la pensi così anche il tuo chirurgo: “No, è inutile aggiustare questo braccio rotto. Amputiamolo“>> e scoppia in una risata <<dai, un brindisi alla vita>>
<<90-60-90>> dico alzando il boccale.
Il pachiderma risponde con un sorriso, prima di svuotare il suo calice.
Appoggiamo i bicchieri al tavolo. Le luci a lenta intermittenza fanno passare il volto del mio interlocutore dal buio alla luce con gradualità.
<<Il tuo sguardo quasi m’inquieta, non capisco mai a cosa tu stia pensando>> riprende
<<Al prezzo dell’avorio>> rispondo serio.
<<Io devo andare, ma ci rivedremo presto>>
<<Immagino. I fantasmi di Dickens non esisteranno, ma nel periodo natalizio i tuoi spiriti sono numerosi>>

Ammicca, raccoglie il cappello e, come era venuto, se ne va.

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4 risposte a "Festoni d’avorio"

    1. blog è una parola grossa, diciamo accozzaglia di vecchie pippe mentali adolescenziali e nuovi deliri alcoolici (ben rappresentati dal mio amico elefante rosa). spero quindi di non esser morso la prossima volta che ci vedremo!

  1. è cosa buona e giusta, anche il mio è un’accozzaglia di seghe mentali e deliri assortiti, è questo il bello delle accozzaglie e dei blog e dello scervellarsi su tutto lo scibile umano. prosit!

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