La prima vera volta

Vi siete mai distesi su un prato? Uno di quei bei prati delle campagne della Bassa, verdi e solcati da filari di alberi e canali pieni d’acqua. Acqua che fino a qualche giorno prima era la neve che imbiancava il lato d’orizzonte chiuso dalle Orobie. Canali che fin dal Quattrocento svolgono il loro lavoro, guardando bambini correre dietro alle barchette di carta e contadini  – quelli ormai un po’ meno –  affannarsi inseguendo il ritmo delle stagioni. Un po’ meno sono anche i gelsi che segnavano i confini di proprietà e sfamavano i bachi da seta.

Il sole di marzo ormai scotta, mi dà quasi fastidio. È una sensazione strana quella di essere sull’erba a guardare il cielo: cambiando la vista cambia la percezione del mondo. Prima ero attivo e osservavo un paesaggio mutare alla velocità con cui mi spostavo sulla strada, e tutto brulicava di vita ed economia. Ora sono le nuvole a scorrere alte e distanti da me, e tutto quaggiù mi sembra fermo e afoso.
Brulicano anche le formiche intorno. Le sento muoversi per linee rette ed irregolari, annusandomi (qualsiasi cosa voglia dire per loro) e quasi zappettandomi sopra. Non ho però la forza per alzarmi, resto fermo a precipitare nell’azzurro che mi sovrasta.

foto by angela http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/24409483
foto by angela http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/24409483

Fa sempre più caldo, mi sento quasi sciogliere. È un’impressione nuova. Sono sempre composto, forse troppo sulle mie; algido e sgradevole se approcciato troppo di corsa. Qualcuno m’accusa perfino di provocare cefalee.
L’odore dell’erba fresca, meno intenso di quella appena tagliata ma altrettanto dolce, pian piano s’inacidisce col crescere della temperatura. Ieri ho sentito che la luce del Sole per giungere sulla Terra impiega più di otto minuti. Non credevo così tanto: vuol dire che in realtà sto bruciando di passato? Mi spiace non aver tempo per approfondire la questione.
In alto vedo volare degli uccelli, penso pettirossi o passeri. Girano per un po’ in tondo sopra di me, finché un’ombra più scura piomba da sinistra e li fa fuggire.

Sento anch’io avvicinarsi qualcosa. Un cane allontanatosi dal padrone mi sta venendo incontro guardingo. Annusa il terreno vicino a me, fa come per andarsene, salvo farsi subito più vicino. Sento il suo naso umido toccarmi, forse più bagnato di quanto già non sia io a causa del calore. Indugia su di me, poi si alza guardando intorno. Il padrone è lontano, distratto dal passaggio del treno sulla massicciata; il bambino dal cui cono sono caduto è ormai scomparso dall’orizzonte.
Si abbassa e mi lecca via.

Annunci

2 risposte a "La prima vera volta"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...